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Radicchio tardivo o radicchio di Castelfranco?

Radicchio tardivo o radicchio di Castelfranco?…

Non si finisce mai di imparare cose nuove e quindi quando qualche settimana fa è uscito un nuovo contest organizzato da Aifb (Associazione Italiana Food Blogger) non ho resistito e mi sono candidata. Tra le 10 food blogger prescelte ci sono pure io 🙂

Il contest è “Fiore d’Inverno” organizzato dal “Consorzio del Radicchio del Radicchio Rosso IGP“. Il consorzio tutela e valorizza 3 specie di radicchio: quello precoce (si coltiva prima del freddo), il tardivo igp e il variegato igp.

La dicitura IGP significa appunto “Indicazione Geografica Protetta”, ciò significa che il radicchio a cui ci si riferisce viene coltivato in una zona geografica ben precisa dove sia il terreno che il clima e il metodo di produzione lo rendono unico ed inimitabile.

Quello tardivo, quello più nobile, è chiamato anche “Fiore d’Inverno“, dalla sua forma inconfondibile che lo rende regale nell’aspetto e unico nel sapore con quel suo gusto adulto, gradevolmente amarognolo e croccante.

Viene prodotto nelle province Treviso, Padova e Venezia ed è quello autentico! E’ un radicchio meno amaro rispetto a quello precoce. Per nascere e crescere ha bisogno di tanta acqua e freddo.

Invece quello variegato di Castelfranco è conosciuto come “la rosa che si mangia”, grazie alla sua forma che ricorda un fiore ed alla delicatezza. Bello nella sua forma e splendido nei colori delle foglie bianco/crema, si contraddistingue per il sapore dal dolce al gradevolmente amarognolo, molto fresco e delicato.

È particolarmente ricco di calcio, ferro, fosforo, magnesio e con un’elevata percentuale di vitamine A, B2, C e PP. La sua origine è dovuta dall’incrocio tra il radicchio di Treviso e la scarola, la produzione è complessa e dev’essere precisa nei tempi e nelle tecniche. 

Lo scopo di questo contest è valorizzare il Radicchio Rosso di Treviso e in questo caso lo dobbiamo fare utilizzandolo in ricette della nostra regione di appartenenza.

Pur essendo nata a San Pietroburgo ormai sono anni che vivo nelle Marche per amore e da qui ho imparato a conoscere la sua tradizione culinaria. Quindi ho pensato a due ricette che utilizzino prodotti locali e allo stesso tempo si sposano bene con il radicchio.

Nella prima “ricetta da passeggio“ho pensato di unire il radicchio variegato con due ingredienti di carne stra usati nella nostra cucina, i grasselli e il ciaiuscolo; invece con il radicchio tardivoricetta da tavola” ho pensato a un legume, la cicerchia.

Schiacciata di grasselli con il radicchio variegato e ciaiuscolo, ottimo come spuntino in ogni momento della giornata.

Zuppa di cicerchia con radicchio tardivo, ottima nelle fredde giornate invernali.

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Zuppa di cicerchia con radicchio tardivo

La Zuppa di cicerchia con radicchio tardivo, ottima nelle fredde giornate invernali.
Preparazione20 minuti
Cottura2 ore
Riposo1 day
Tempo totale1 day 2 ore 20 minuti
Portata: Portata principale
Cucina: Italiana
Porzioni: 2 persone
Calorie: 250kcal

Ingredienti

  • 200 g cicerchia
  • 1 carota
  • 1 scalogno
  • 1 gambo di sedano
  • 100 g radicchio tardivo
  • 1 salsiccia
  • q.b. olio di oliva
  • q.b. sale
  • q.b. pepe
  • 1 rametto di rosmarino
  • 2 cucchiai polpa di pomodoro

Instruzioni

  • Iniziare a preparare la Zuppa di cicerchia con radicchio tardivo. Come prima cosa sciacquare la cicerchia e metterla in ammollo per una notte intera.
  • Il giorno dopo, mettere le cicerchie in una pentola con dell’acqua fredda e cuocerla. Vi ci vorrà circa un'ora e mezzo.
  • Intanto in una padella dai bordi alti versare un goccio di olio e soffriggere la carota pulita e tritata, con lo scalogno tritato e il sedano.
  • Aggiungere ora la polpa di pomodoro, la salsiccia a pezzetti e continuare la cottura.
  • Scolare la cicerchia (mettere da parte l'acqua) ed aggiungerla al soffritto, con metà del radicchio tritato finemente ed aggiungerci l'acqua di cottura.
  • Aggiungere un pizzico di sale e pepe, il rametto di rosmarino e cuocere per mezz'ora. Prima di servire la vostra zuppa aggiungere il restante radicchio (così rimarrà più croccante) e dei crostini. Buon appetito!!
Tags : radicchio

29 commenti

    1. Ciao Dina, adoro il radicchio quello tondo e quello trevigiano mentre non ho mai comprato ne assaggiato il tardivo e quello a fiore. Sicuramente la prossima volta che vado al mercato lo comprerò. Grazie per averlo valorizzato.

  1. Scusa Dina, scrivi di una ricetta con radicchio e ciauscolo ma non riesco a trovarla nel tuo messaggio. Mi son fatto spedire in Finlandia un ciauscolo da un piccolo produttore in provincia di Macerata e sarebbe una buona idea per utilizzare questa meraviglia in maniera diversa. Grazie!!!

    1. ciao Francesco. non ci sta perchè devo ancora pubblicarla e quindi a brevissimo la vedrai 🙂 cmq con il ciaiuscolo oltre a mangiarlo così a crudo sul pane abbrustolito che è fantastico, lo puoi usare in tante altre ricette anche sughi per la pasta

  2. Adoro le spiegazioni ed anche la ricetta è molto interessante! Se trovo le cicerchie la provo o mi dovrò accontentare dei ceci, che dici, ci sta bene lo stesso?

  3. 5 stars
    Sai che non conoscevo il radicchio variegato?
    Grazie per questo articolo. Molto carino e utile. Oggi grazie a te ho imparato una cosa in più. 😉
    La ricetta della zuppa poi è deliziosa! ☺

  4. Adoro il radicchio e sono innamorata del variegato, molto interessanti le due ricette, ma la schiacciata deve essere strepitosa

  5. Il radicchio di Treviso… delizioso! Io abito in provincia, quindi per me è molto semplice trovarlo e l’ho scoperto solo quando mi sono trasferita in Veneto. Una curiosità: si trova nelle Marche? Perché ad esempio, in Toscana, la regione da cui provengo, non l’ho mai trovato.

    1. ciao Teresa, diciamo che quello tardivo è più semplice si trova dappertutto, quello variegato è un pò meno diffuso…

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